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VISCOSA…EUCALIPTO O BAMBÙ??!!??

By 14 Novembre 2016 aprile 11th, 2019 No Comments

La viscosa è il tessuto più ubiquitario che si possa trovare in un armadio…chiunque ha avuto oppure ha almeno un capo di viscosa!!! ma lo sapete che la viscosa di Eucaliptus, conosciuta anche come seta vegetale, è nata nel lontano 1845 per accontentare chi non poteva acquistare la seta “vera”??!!?? Direi un mucchio di anni, vero???

Ma…vediamo più in dettaglio di descriverla.

Per primissima cosa la distinguiamo in due tipi (almeno le più usate e conosciute nell’ambito dell’abbigliamento biologico e naturale).

viscosa di bambù

viscosa di eucalipto

A differenza del cotone, entrambe queste piante sono molto meno impattanti durante il processo di coltivazione, sull’ambiente!!! Vediamo il perché:

  • il bambù cresce in frettissima parliamo di 1m/gg tanto è vero che raggiunge la sua altezza di pianta matura (circa 35 m) solo dopo 8-10 settimane, possiamo quasi considerarlo una pianta autonoma perché non necessita di essere ripiantato, si taglia e cresce nuovamente!!! Ha bisogno di 1/3 della quantità di acqua rispetto alle coltivazioni di cotone, per esempio, inoltre è in grado di generare una quantità circa il 35% più alta di ossigeno contribuendo anche ad assorbire annualmente (parlo di un ettaro di piantagione di bambù) ben 62 tonnellate di anidride carbonica (per dare un’idea di paragone una foresta di medie dimensioni ne assorbe, nello stesso periodo circa 15 tonnellate). Ha una resa elevatissima per dare dei numeri: 60 tonnellate di materia prima da un ettaro, contro 2 del cotone e poi…e poi cresce in zone che comunque non verrebbero utilizzate per l’agricoltura “alimentare”, la maggior parte viene coltivata in Asia.
  • l’eucalipto ha le stesse caratteristiche del bambù, essendo albero impiega però anni e non settimane a raggiungere la crescita perfetta, con 6 mq di eucalipto si possono produrre 10 t-shirt mentre solo 1 di cotone ed inoltre quello utilizzato nel BIO proviene solo da foreste FSC (Forest Stewardship Council è uno schema di certificazione in grado di garantire al consumatore che il prodotto è realizzato con materiale proveniente da foreste gestite correttamente dal punto di vista ambientale, sociale ed economico)*.

Vediamo un po’ come si estrae la fibra da entrambi!!!

Se parliamo di cotone dobbiamo considerare che non esiste un vero e proprio processo estrattivo perché la fibra è già presente in natura e quindi non è necessario estrarla. Nel caso di materie prime alternative, come ad esempio materie prime sintetiche quali i polimeri (dai quali si ricava il poliestere, fibra artificiale-sintetica) o materie prime come il bambù o l’eucalipto (fibre artificiali-naturali), la fibra deve essere estratta tramite un processo di produzione. A seconda di come tale processo viene eseguito, esso può essere più o meno dannoso per l’ambiente.

Nel caso del bambù, le fibre interne della pianta vengono frantumate al fine di ottenere la cellulosa. Quest’ultima viene quindi trattata in diverse fasi con soluzioni a base di acqua, soda caustica e disolfuro di carbonio, per ottenere così la cosiddetta viscosa. La viscosa viene poi  pressata attraverso dei finissimi ugelli e va quindi a cadere in una vasca contenente una soluzione di acqua e acido solforico, la quale solidifica la viscosa e la ritrasforma nuovamente in cellulosa di bambù. Le fibre vengono quindi filate per ottenere il filo da tessere. Tale processo non è certamente ancora ottimale per l’ambiente, a causa dell’elevato consumo di acqua e di prodotti chimici. Vi è quindi ancora molto spazio d’azione per miglioramenti relativi a questa specifica fase del processo di produzione del bambù (ad esempio processi produttivi a ciclo chiuso) ed ecco anche perché spesso nel BIO i capi in viscosa di bambù si trovano misti a cotone biologico…proprio per renderli più sostenibili

Per l’eucalipto, il processo per estrarre la fibra dal legno è molto simile a quello del bambù. Normalmente nel BIO viene scelta una fibra di eucalipto prodotta secondo il metodo Lenzing, il Tencel ®, il quale viene generato attraverso un processo altamente sostenibile. Il legno della pianta viene frantumato al fine di ottenere la cellulosa. La cellulosa viene quindi trattata in diverse fasi con soluzioni a base di acqua e un enzima organico chiamato N-ossido di N-metilmorfolina (sostituto della soda caustica, molto meno dannoso di quest’ultima) al fine di ottenere la cosiddetta viscosa. La viscosa viene quindi pressata attraverso dei finissimi ugelli e va poi a cadere in una vasca contenente una soluzione di acqua e N-ossido di N-metilmorfolina, la quale solidifica la viscosa e la ritrasforma nuovamente in cellulosa di eucalipto. Le fibre vengono quindi filate per ottenere il filo da tessere. Tale processo è del tutto ecologico e sostenibile in termini ambientali in quanto a ciclo chiuso: i solventi e l’acqua utilizzati nel processo vengono recuperati quasi al 100%.

E po e poi e poi….FILATURA, TESSITURA, TRATTAMENTO 

Una volta estratta o raccolta la fibra (a seconda che si tratti di fibra naturale o artificiale), questa viene filata, ovvero trasformata in un filo successivamente tessuto, ovvero trasformato in ciò di cui siamo abituati veder fatte le nostre t-shirt. Prima di poter essere utilizzato, il tessuto deve essere trattato (si parla anche di finissaggio pre-confezione). Ad esempio i tessuti vengono lavati, trattati ai lavaggi, tinti o preparati “pronto per tinta” (in quest’ultimo caso essi verranno poi tinti a capo finito ma è necessario un trattamento preliminare). Mentre la fase di filatura e tessitura ha sempre un impatto limitato sull’ambiente, la fase di trattamento può essere dannosa se i lavaggi o i colori utilizzati richiedono un ingente utilizzo di prodotti chimici. In negozio ho scelto solo capi con lavaggi e tinte a basso impatto ambientale e non dannosi per il consumatore finale in una parola certificati GOTS. E vi invito anche a curiosare nella ricerca del blog e cercare REACH!!!

E sapete qual’è la cosa più buffa che mi capita sempre, con tutti i clienti e forse anche qualcuno di voi dirà: vero!!! che quando dico che un capo o un paio di calze è fatto in fibra di eucalipto beh…lo annusate

Tra i vantaggi posso dire che entrambe sono ottime fibre, delicatissime sulla pelle, 4 stagioni perché atermiche, ma posso anche suggerire di acquistare in sicurezza solo ciò che trovate certificato GOTS e/o Oeko-Tex così siete sicuri di fare bene alla vostra pelle e all’ambiente

detto questo…se volete curiosare un po’…beh!!! via segnalo alcuni link dall’e-commerce 😉

http://www.salviamocilapelle.com/prodotto/t-shirt-bambu/

http://www.salviamocilapelle.com/prodotto/t-shirt-cotone-bio-ed-eucalipto-2/

http://www.salviamocilapelle.com/prodotto/earth-positive-manica-34-eucalipto-cotone-bio/

fonte *it.fsc.org

altre fonti corriere.it, effettoterra.com

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