La Filatura laniera cardata

By / 10th gennaio, 2017 / lo sapevi che /

Ciao a tutti!!!

Oggi parliamo di un argomento che mi sta particolarmente a cuore…la FILATURA LANIERA CARDATA!!!

Dico che mi sta particolarmente a cuore perché è un modo dignitoso di porre nuovamente sul mercato delle fibre di lana che altrimenti verrebbero buttate via generando due cose nello specifico: aver tosato inutilmente degli animali e creando ulteriori rifiuti invece…la cardatura è  un ciclo di filatura destinato alla lavorazione delle fibre che, per la loro limitata lunghezza o per la loro specificità, non possono subire altre tipologie di lavorazioni tipo per esempio l’operazione di pettinatura cioè vengono RICICLATE!!!!

Nel ciclo cardato vengono convogliati materiali naturali e sintetici di vario tipo e provenienza: fibre nuove anche di pregio, cascamifibre rigenerate, spesso in mista tra loro con lo scopo di valorizzare le peculiarità dei componenti. Il filato cardato tra l’altro si presta a molteplici lavorazioni industriali e la varietà di “pezzi” di fibre impiegate ne dona effetti di fantasia che rendono il capo molto più originale!!!!

Pensate un po’!!!! La patria della lana cardata è l’Italia in particolare Prato…già già proprio da noi nasce la lavorazione cardata e proprio la camera di Commercio di Prato ha istituito quello che a tutti gli effetti è diventato un marchio che offre un prodotto ecologicamente sostenibile, bello da indossare e rispettoso dell’ambiente!!! Il marchio: Cardato Regenerated CO2 Neutral sostituito poi dal marchio più recente Cardato Recycled e, per essere tale, il filato ottenuto, deve supportare le seguenti caratteristiche:

  • prodotti all’interno del distretto pratese;
  • realizzati con almeno il 65% di materiale riciclato (abiti o scarti di lavorazione tessile)
  • aver misurato l’impatto ambientale dell’intero ciclo di produzione tenendo conto di tre aspetti: impatto del consumo di acqua, di energia e di CO2.

In particolare per il punto 3 quello che è stato considerato è la metodologia PEF proposta dalla Commissione UE: (Product Environmental Footprint) ovvero il metodo generale per misurare e comunicare il potenziale impatto ambientale nel corso del ciclo di vita di un prodotto che si pone i seguenti obiettivi

  • ottimizzazione dei processi durante il ciclo di vita di un prodotto;
  • sostegno alla progettazione del prodotto che riduca al minimo gli impatti ambientali nel corso del ciclo di vita;
  • comunicazione delle informazioni relative alle prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei prodotti (ad esempio mediante la documentazione che accompagna il prodotto, siti internet e app) da parte delle singole imprese o mediante programmi su base volontaria;
  • programmi relativi alle dichiarazioni ambientali, in particolare garantendo una sufficiente affidabilità e completezza delle dichiarazioni;
  • programmi che creano reputazione dando visibilità ai prodotti che calcolano le proprie prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita;
  • identificazione degli impatti ambientali significativi al fine di stabilire criteri per i marchi di qualità ecologica;
  • incentivi basati sulle prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita, ove opportuno.

Direi quindi: più ecosostenibile di così????? E pensate: il Marchio Cardato Recycled è il primo marchio tessile a garantire la misurazione del ciclo di vita del prodotto!!!

Ma come avviene il ciclo di filatura cardata?

Il prodotto in lana cardata classico si avvale di una tecnologia ormai usata da anni che si svolge seguendo il seguente ciclo di filatura:

  • Fase di preparazione(apre, miscela e pulisce il materiale)
  • Fase di cardatura(lavora ancora la mista e produce lo stoppino titolato, il titolo non è altro che la lunghezza espressa in Nm come unità metrica, di filato che si ottiene per ogni kg di lana, lo stoppino, invece non è altro che una prima fibra tessile diciamo ancora “immatura” perché non abbastanza ritorta
  • Fase di filatura durante la quale si ha la trasformazione dello stoppino nel filato che verrà poi utilizzato.

Ognuna delle 3 fasi di cui sopra consta, poi di numerosi passaggi tutti volti a garantire un’ottima resa del filato ottenuto.

Adesso abbiamo un’altra importante possibilità per…in qualche modo….vestirci di Natura…anzi vestirci ponendo attenzione alla Natura, utilizzando consapevolmente un marchio che ci permette di RIUTILIZZARE SCARTI tessili, rispettando l’ambiente e la nostra pelle!!!

Fonti usate: www.po.camcom.it e wikipedia


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