ZINGIBER OFFICINALIS…ZENZERO PER GLI AMICI!!!

Ummmh!!!! Chissà a quanti di voi piace….secondo me non a molti ma…con tutto quello che sto per raccontarvi forse un pochino inizierete a consumarlo!!! Zenzero!!!

La parte utilizzata dello Zingiber officinalis è il rizoma (la radice) che appare piuttosto bitorzoluta e di colore avorio, l’interno, invece può assumere colorazioni diverse a seconda della varietà (bianco, rosso oppure gialla) ma lo zenzero più utilizzato ha polpa bianca!!! La scorza è sottile e pela facilmente, la consistenza in se dell’intero rizoma, è piuttosto legnosetta ma non dura al taglio!!! Appartiene alla famiglia delle Zinziberaceae!!!

La forma è simile ad un corno, da cui, probabilmente, il nome che in sanscrito significa proprio “a forma di corno”!!!

Le sue origini sono asiatiche (India in particolare) ed è proprio lì che viene maggiormente consumato anche per l’alimentazione.

In Cina ed in India, usato dai tempi più antichi, oggi trova impiego soprattutto per insaporire piatti a base di carne. In Arabia lo si utilizza per le sue caratteristiche azioni afrodisiache ed in Africa come rimedio per le punture di zanzara.

E’ composto da: 9,95% acqua, 8,98% proteine, 3,39% zuccheri, 14,1% fibre, 5,20% ceneri. Contiene anche molti minerali quali: calcio, fosforo, sodio, potassio, magnesio, ferro, manganese, zinco, selenio e rame!!! Le vitamine sono moltissime: A, B1, B2, B3, B5, B6, C, K e J!!! Ma non è finita qui!!!! Molti sono anche gli aminoacidi: acido aspartico e glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, fenilalanina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina.

Gli impieghi terapeutici sono svariati…molto moltissimo conosciuta è la sua azione contro la nausea ed il vomito anche in gravidanza, già già!!!! Pero’ future mamme in lettura fate ATTENZIONE!!!! Ed usatelo solo dietro consiglio medico perché come tale lo zenzero ha proprietà anche abortive (quindi…ripeto: attenzione)!!!

In tisana, facendolo bollire per qualche minuto in acqua, è fenomenale per eliminare i fastidi influenzali, scioglie anche il muco e facilita così la respirazione!!!

Viene largamente utilizzato anche per aiutare la digestione infatti il gingerolo e lo zingiberbene (due dei principi attivi), viene usato come eupeptico, stomachico e carminativo per contrastare e curare flatulenze e coliche e anche nel trattamento dei sintomi da astinenza da droghe….molte altre sono le proprietà ma…occorre essere prudenti nei post e gli studi scientifici che ho trovato…sono un po’ esigui ;-)!!!

Fate attenzione se soffrite di disturbi gastrici, tipo ulcere, perché può irritare la mucosa soprattutto se mangiato fresco e non masticato a dovere, oppure se secco e consumato in dosi maggiori di 5 g al giorno!!! Non va assunto in caso di colelitiasi!!!

Per il resto…Buona tisana a tuttiiiii!!!!!

 

 

Fonti: www.mr-loto.ithttp://www.my-personaltrainer.it

WOW…IL SAPONE DI ALEPPO!!!

Conoscete il Sapone di Aleppo???

E’ un sapone utilizzato per molteplici scopi, è molto versatile perché è estremamente semplice, pur così semplice è preziosissimo!!!

Viene prodotto da centinaia di anni eppure sempre nello stesso modo!!! Il suo nome è indicativo della zona di produzione, sì proprio Aleppo in Siria.

 

Questo sapone è il primo sapone solido ad essere mai stato proposto esportato poi, grazie alle espansioni dall’800 in avanti, anche in Sicilia e in Spagna, per poi approdare in molti stati Europei tra cui anche la Francia che ne fece il precursore del famoso sapone di Marsiglia!!!

La produzione del sapone di Aleppo è tuttora artigianale e gli unici ingredienti impiegati sono: olio di oliva, soda caustica e olio di alloro. Viene prodotto in novembre con l’arrivo dell’olio nuovo ed è una tradizione che lega molti artigiani della città di Aleppo. L’olio di oliva viene trattato con acqua e soda caustica in un calderone e alla fine della cottura viene aggiunto l’olio di alloro in percentuali variabili e fino al 65%, ma in commercio è comune trovarlo al 20% o al 30%. L’olio di alloro ha il compito di profumare e di arricchire il sapone e la qualità del sapone dipende proprio da quanto alloro c’è all’interno!!! Ancora di colore verde, per dodici mesi, i saponi ottenuti vengono lasciati asciugare e dal colore verde, a fine maturazione il sapone avrà un colore dorato dovuto alla clorofilla presente nell’olio di oliva e alla sua reazione con i raggi del sole!!! Oltre al colore anche la forma è caratteristica ed ha proprio il visus di qualcosa di “fatto a mano come una volta”: sono dei pezzettoni, dei cubi, anche grandi di dimensioni e assolutamente non rifiniti!!!

E’ un sapone quindi, purissimo e senza additivi di alcun genere, il che lo rende adatto a molteplici impieghi, non da meno acquisisce proprietà antibatteriche e lenitive grazie proprio all’olio di alloro in esso contenuto!!!

Più è ricco di olio di alloro maggiori saranno i suoi benefici in caso, anche, e va sottolineato di patologie cutanee o situazioni allergiche di qualsiasi entità!!! Non contiene profumi chimici, non contiene tensioattivi (neanche di origine naturale, quindi non fa schiuma); è un potentissimo antibatterico dotato anche di proprietà antiossidanti.

Può essere usato per lavarsi corpo, viso, mani e capelli (in questo caso è bene risciacquare con una soluzione di acqua e aceto al fine di riportare il H del cuoi capelluto vs valori ottimali); appena strofinato inumidito sulla pelle del viso dell’uomo, diventa un’ottima crema da barba; come maschera per il viso se lo si lascia in posa qualche minuto prima di risciacquare; come struccante ma…non è finita qui!!!

Viene infatti utilizzato come antitarme (questo è un buon modo di consumarlo/utilizzarlo qualora vi sia stato regalato e per qualche motivo non ne gradite l’odore J), oppure può essere usato come detersivo per il bucato a mano e in lavatrice (in questo caso sarebbe utile ridurlo in scaglie, magari con l’ausilio di una grattugia)!!!

Allora che ne dite??? Vi ho presentato un altro “caro amico”???

Noi in casa lo usiamo molto, in particolare mio marito per radersi la barba

E…lo trovate nel mio negozio dove ho preferito la concentrazione di olio di alloro al 20% e al 30%!!!

Purtroppo in questo periodo con le vicissitudini in Siria, ahimè non è semplice reperirlo, quindi solo pochi pezzi riescono a viaggiare verso altri paesi…speriamo in periodo migliore…per tutti!!!!

A presto e aspetto vostri commenti o domande

Patrizia

(fonti: wikipedia.org e greenme.it)

VISCOSA…EUCALIPTO O BAMBÙ??!!??

La viscosa è il tessuto più ubiquitario che si possa trovare in un armadio…chiunque ha avuto oppure ha almeno un capo di viscosa!!! ma lo sapete che la viscosa di Eucaliptus, conosciuta anche come seta vegetale, è nata nel lontano 1845 per accontentare chi non poteva acquistare la seta “vera”??!!?? Direi un mucchio di anni, vero???

Ma…vediamo più in dettaglio di descriverla.

Per primissima cosa la distinguiamo in due tipi (almeno le più usate e conosciute)

viscosa di bambù

viscosa di eucalipto

A differenza del cotone, entrambe queste piante sono molto meno impattanti durante il processo di coltivazione, sull’ambiente!!! Vediamo il perché:

  • il bambùcresce in frettissima parliamo di 1m/gg tanto è vero che raggiunge la sua altezza di pianta matura (circa 35 m) solo dopo 8-10 settimane, possiamo quasi considerarlo una pianta autonoma perché non necessita di essere ripiantato, si taglia e cresce nuovamente!!! Ha bisogno di 1/3 della quantità di acqua rispetto alle coltivazioni di cotone, per esempio, inoltre è in grado di generare una quantità circa il 35% più alta di ossigeno contribuendo anche ad assorbire annualmente (parlo di un ettaro di piantagione di bambù) ben 62 tonnellate di anidride carbonica (per dare un’idea di paragone una foresta di medie dimensioni ne assorbe, nello stesso periodo circa 15 tonnellate). Ha una resa elevatissima per dare dei numeri: 60 tonnellate di materia prima da un ettaro, contro 2 del cotone e poi…e poi cresce in zone che comunque non verrebbero utilizzate per l’agricoltura “alimentare”, la maggior parte viene coltivata in Asia.
  • l’eucalipto ha le stesse caratteristiche del bambù, essendo albero impiega però anni e non settimane a raggiungere la crescita perfetta, con 6 mq di eucalipto si possono produrre 10 t-shirt mentre solo 1 di cotone ed inoltre quello utilizzato nel BIO proviene solo da foreste FSC (Forest Stewardship Council è uno schema di certificazione in grado di garantire al consumatore che il prodotto è realizzato con materiale proveniente da foreste gestite correttamente dal punto di vista ambientale, sociale ed economico)*.

Vediamo un po’ come si estrae la fibra da entrambi!!!

Se parliamo di cotone dobbiamo considerare che non esiste un vero e proprio processo estrattivo perché la fibra è già presente in natura e quindi non è necessario estrarla. Nel caso di materie prime alternative, come ad esempio materie prime sintetiche quali i polimeri (dai quali si ricava il poliestere, fibra artificiale-sintetica) o materie prime come il bambù o l’eucalipto (fibre artificiali-naturali), la fibra deve essere estratta tramite un processo di produzione. A seconda di come tale processo viene eseguito, esso può essere più o meno dannoso per l’ambiente.

Nel caso del bambù, le fibre interne della pianta vengono frantumate al fine di ottenere la cellulosa. Quest’ultima viene quindi trattata in diverse fasi con soluzioni a base di acqua, soda caustica e disolfuro di carbonio, per ottenere così la cosiddetta viscosa. La viscosa viene poi  pressata attraverso dei finissimi ugelli e va quindi a cadere in una vasca contenente una soluzione di acqua e acido solforico, la quale solidifica la viscosa e la ritrasforma nuovamente in cellulosa di bambù. Le fibre vengono quindi filate per ottenere il filo da tessere. Tale processo non è certamente ancora ottimale per l’ambiente, a causa dell’elevato consumo di acqua e di prodotti chimici. Vi è quindi ancora molto spazio d’azione per miglioramenti relativi a questa specifica fase del processo di produzione del bambù (ad esempio processi produttivi a ciclo chiuso) ed ecco anche perché spesso nel BIO i capi in viscosa di bambù si trovano misti a cotone…proprio per renderli più sostenibili

Per l’eucalipto, il processo per estrarre la fibra dal legno è molto simile a quello del bambù. Normalmente nel BIO viene scelta una fibra di eucalipto prodotta secondo il metodo Lenzing, il Tencel ®, il quale viene generato attraverso un processo altamente sostenibile. Il legno della pianta viene frantumato al fine di ottenere la cellulosa. La cellulosa viene quindi trattata in diverse fasi con soluzioni a base di acqua e un enzima organico chiamato N-ossido di N-metilmorfolina (sostituto della soda caustica, molto meno dannoso di quest’ultima) al fine di ottenere la cosiddetta viscosa. La viscosa viene quindi pressata attraverso dei finissimi ugelli e va poi a cadere in una vasca contenente una soluzione di acqua e N-ossido di N-metilmorfolina, la quale solidifica la viscosa e la ritrasforma nuovamente in cellulosa di eucalipto. Le fibre vengono quindi filate per ottenere il filo da tessere. Tale processo è del tutto ecologico e sostenibile in termini ambientali in quanto a ciclo chiuso: i solventi e l’acqua utilizzati nel processo vengono recuperati quasi al 100%.

E po e poi e poi….FILATURA, TESSITURA, TRATTAMENTO 

Una volta estratta o raccolta la fibra (a seconda che si tratti di fibra naturale o artificiale), questa viene filata, ovvero trasformata in un filo successivamente tessuto, ovvero trasformato in ciò di cui siamo abituati veder fatte le nostre t-shirt. Prima di poter essere utilizzato, il tessuto deve essere trattato (si parla anche di finissaggio pre-confezione). Ad esempio i tessuti vengono lavati, trattati ai lavaggi, tinti o preparati “pronto per tinta” (in quest’ultimo caso essi verranno poi tinti a capo finito ma è necessario un trattamento preliminare). Mentre la fase di filatura e tessitura ha sempre un impatto limitato sull’ambiente, la fase di trattamento può essere dannosa se i lavaggi o i colori utilizzati richiedono un ingente utilizzo di prodotti chimici. In negozio ho scelto solo capi con lavaggi e tinte a basso impatto ambientale e non dannosi per il consumatore finale in una parola certificati GOTS. E vi invito anche a curiosare nella ricerca del blog e cercare REACH!!!

E sapete qual’è la cosa più buffa che mi capita sempre, con tutti i clienti e forse anche qualcuno di voi dirà: vero!!! che quando dico che un capo o un paio di calze è fatto in fibra di eucalipto beh…lo annusate

Tra i vantaggi posso dire che entrambe sono ottime fibre, delicatissime sulla pelle, 4 stagioni perché atermiche, ma posso anche suggerire di acquistare in sicurezza solo ciò che trovate certificato GOTS e/o Oeko-Tex così siete sicuri di fare bene alla vostra pelle e all’ambiente

detto questo…se volete curiosare un po’…beh!!! via segnalo alcuni link dall’e-commerce 😉

T-shirt in bambù

http://www.salviamocilapelle.com/prodotto/t-shirt-cotone-bio-ed-eucalipto-2/

http://www.salviamocilapelle.com/prodotto/earth-positive-manica-34-eucalipto-cotone-bio/

fonte *it.fsc.org

altre fonti corriere.it, effettoterra.com

SEMENZAIO FAI DA… PIER

Eccomi qui con un altro pezzetto di vita Bio-domestica!!!

Ieri pioggia incessante ma..nonostante tutto mio marito si è dato un gran da fare per il nostro Bio orticello e guardate qui che cosa ha costruito:

Ecco qui!!! Un fantastico semenzaio con pezzi di recupero…a dire il vero ne ha fatti ben tre!!! Ha preso dei vasconi che non usiamo più da molto, dei pezzi di plexiglass, delle assi di legno e delle cerniere e viti e…il gioco è fatto!!! Bella idea vero??!!?? Viene fuori una mini serra adatta anche agli orti sul balcone perché poi il coperchio può essere lasciato aperto e far crescere in altezza le piante più alte…noi no..avendo un po’ di terra, una volta cresciute le piantine, le trasferiremo nel terreno preventivamente preparato ad accoglierle!!! Per completare il semenzaio occorre della sabbia sul fondo, della terra…sopra la sabbia…magari arricchita con un po’ di compost e piantare i semini, annaffiarli regolarmente, e curare e coccolare le piantine neonate

Ed ecco anche che cosa abbiamo raccolto ieri:

Meraviglioso vero??!!?? Valeriana d’olanda, funghi e broccoletti…Vivere in campagna fa bene allo spirito!!!

Buona settimana a tutti

REACH…??!!??

Quante volte ci è capitato anche solo di sentire dire che “il dermatologo mi ha detto di usare solo biancheria di colore bianco” e perché secondo voi??? Perché la nostra pelle, come ho scritto in un precedente articolo, assorbe tutto qualsiasi cosa le si metta a contatto e questo “tutto” sono anche i colori e le sostanze poco salutari contenute nei tessuti!!! Oppure di fare attenzione ai giochi con cui i bimbi passano il tempo perché potrebbero contenere sostanze tossiche??!!??

I coloranti e le sostanze chimiche usate possono essere davvero molto dannosi!!! E non solo poco salutari per l’uomo ma anche e soprattutto per l’ambiente!!! L’industria tessile, ad esempio, produce scarti di lavorazione in tutte le fasi che vengono poi convogliati nei fiumi e nei mari, e qui si depositano creando fenomeni di inquinamento a breve e lungo termine!!! Senza considerare i danni agli abitanti delle acque che subiscono passivamente l’evoluzione/involuzione voluta da noi!!!

Ma sapete che esiste una regolamentazione moooltooo severa che ci protegge da tutto questo???

Devo essere monotona come al solito e far presente che il Bio ci tutela!!! Perché è più attento ed applica tutte le normative vigenti alla lettera!!!

Questa regolamentazione è valida per moltissime sostanze e non di meno per quelle impiegate nell’industria tessile e ha lo scopo di tutelare l’essere umano, l’ambiente e gli amici animali!!!

Il REACH (acronimo di Registration, Evaluation, Authorisation and restriction of Chemicals) è il regolamento (CE) del Parlamento Europeo e del Consiglio approvato il 18 dicembre 2006 e prevede la registrazione di tutte le sostanze che entrano nell’Unione Europea in quantità maggiori di una tonnellata all’anno.

Il REACH si prefigge:

  • Migliorare la conoscenza dei pericoli e dei rischi derivanti dai prodotti chimici in modo da assicurare un elevato livello di protezione della salute umana e dell’ambiente
  • Promuovere lo sviluppo di metodi alternativi a quelli che richiedono l’utilizzo di animali vertebrati per la valutazione dei pericoli delle sostanze
  • Mantenere e rafforzare la competitività e le capacità innovative dell’industria chimica UE.

Il regolamento REACH è costituito da 141 articoli e 17 allegati tecnici e prevede in sintesi:

  • L’istituzione dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA, con sede ad Helsinki) che ha lo scopo di coordinamento tecnico-scientifico delle attività previste dal REACH e di aggiornare la banca dati che ha lo scopo di raccogliere e aggiornare i dati provenienti dall’industria
  • La registrazione di una sostanza che consiste nella presentazione, da parte dei fabbricanti o degli importatori, di alcune informazioni di base sulle sue caratteristiche e, in mancanza di dati disponibili, nell’esecuzione di test sperimentali per caratterizzare le relative proprietà fisico-chimiche, tossicologiche e ambientali;
  • La valutazione da parte dell’ECHA e degli Stati membri delle informazioni presentate dalle imprese al fine di esaminare la qualità dei fascicoli di registrazione e di verificare se i rischi di ciascuna sostanza per la salute umana e l’ambiente siano adeguatamente controllati;
  • L’autorizzazione, solo per usi specifici e controllati, delle sostanze “estremamente preoccupanti”, come le sostanze Cancerogene, Mutagene e tossiche per la Riproduzione (CMR), le sostanze Persistenti, Bioaccumulabili e Tossiche (PBT), le sostanze molto Persistenti e molto Bioaccumulabili (vPvB) e gli Interferenti Endocrini (IE);

Ll’adozione di restrizioni di portata generale che riguardano tutte le imprese che producono o immettono sul mercato e utilizzano sostanze che presentano pericoli specifici; attività volte a garantire la sostituzione delle sostanze estremamente preoccupanti con sostanze o tecnologie meno pericolose;

  • L’accesso del pubblico alle informazioni sulle proprietà delle sostanze chimiche; l’attività di informazione e assistenza tecnica alle imprese (helpdesk nazionali);
  • L’attività di controllo e vigilanza da parte degli Stati membri per garantire il rispetto dei requisiti previsti dal regolamento;

 

Il 20 gennaio del 2009 è entrato in vigore il Regolamento (CE) n. 1272/2008 (regolamento CLP dall’acronimo di Classification, Labelling and Packaging) relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele. Insieme al regolamento REACH, il regolamento CLP porta a compimento la revisione del sistema legislativo europeo sulle sostanze chimiche.

Spero tanto di avervi fornito utili indicazioni che potete approfondire qui:

http://www.reach.gov.it/ e qui http://wpage.unina.it/vsodano/reach-sintesi.pdf

che rappresentano, tra l’altro, le mie fonti

Vi do appuntamento con la certificazione GOTS per la prossima volta

Buon proseguimento a tutti

Patrizia

QUALCHE GIORNO FA…UNA BELLA SORPRESA!!!

E già…ci ho messo un po’ a capire come funziona wordpress per la condivisione dei link di altri blog ma…ce l’ho fattaaaaaa!!! E quindi ringrazio tantissimo Beatrice autrice del blog FRIZZBE! che si presenta così: “Sono Beatrice, neo mamma salutista e quasi vegana. Romagnola, Bolognese d’adozione e viaggiatrice appena posso.”

Beatrice è venuta in negozio super carica, spumeggiante e allegrissima, chiedendomi se poteva fare qualche foto e due chiacchiere insieme, spiegandomi la sua volontà di scrivere un articolo sul mio negozio!!! Secondo voi cosa potevo rispondere??!!?? ma certoooo!!! E così è nato questo fresco, frizzante, spumeggiante, attento e bellissimo articolo che trovate cliccando su: FRIZZBE!

 

Non mi resta che ringraziarla nuovamente e invitare tutti i miei lettori ad iscriversi al suo blog fatto di news, indicazioni, ricettine veloci o meno ma comunque buonissime, guida ai neo locali di Bologna e iniziative belle e creative per i neogenitori!!!! E per chi è su Facebook…consiglio vivamente di seguirla anche qui: Frizzbe!!!

Buona giornata a tutti!!!!

Patrizia

PSORIASI…AHI AHI AHIIII!!!!

Una delle tante patologie emergenti dei giorni nostri è la psoriasi!!!

Una di quelle patologie che sono prese in considerazione perché fastidiose sì, ma anche e soprattutto perché molto evidenti…infatti interessa la cute e zone ben definite del corpo, rari (fortunatamente) sono i casi di psoriasi diffusa su tutto il corpo (eritrodermia psoriatica).

E’ una patologia di tipo infiammatorio non contagiosa, spessissimo accompagnata da fastidioso prurito; è cronica e recidiva e colpisce ben il 3% della popolazione mondiale!!!

Si manifesta con macchie, papule e placche prima rosee, poi argentee con forma irregolare. Si distribuiscono su gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, zona lombare ma anche mani ed unghie in alcuni casi può anche subire delle acutizzazioni durante malattie reumatiche croniche!!!

Le cause non sono ancora ben chiare e come tutti i casi di patologia di non facile identificazione, si spazia su più fronti: predisposizione genetica, squilibri metabolici ed ormonali, squilibrate abitudini di vita (alimentazione, fumo, alcool) ed inoltre è reso dato evidente che ansia ed episodi emotivi stressanti tendono a peggiorare il quadro generale!!!

Per diagnosticare la psoriasi occorrono esami specifici della pelle ma sicuramente, prima di ogni altra cosa, un esame obiettivo da parte di un medico chirurgo specializzato in dermatologia!!!

Una volta diagnostica la psoriasi è bene iniziare da subito ad avere un approccio più salutare soprattutto con l’alimentazione!!! Assumere cibi ricchi di antiossidanti (vitamina C, vitamina E, Zinco, Selenio, Betacarotene…) contenuti in agrumi, pomodori, peperoni, cavoli, broccoli, carote, spinaci, albicocche, mandorle, noci, nocciole, olio d’oliva, germe di grano (mi raccomando alla stagionalità però…mangiare albicocche fresche in inverno…se poi la scelta alimentare va verso il bio allora frutta e verdura stagionale sarà più semplice identificarle), evitare cibi pronti, farine raffinate e sostituirle con integrali, evitare carne conservata e insaccati, alimenti particolarmente salati anche questi sarebbe meglio evitarli, magari sostituire il sale con del gomasio o con delle spezie, e sicuramente cercare di limitare o azzerare il consumo di: alcolici, caffè, tè nero, e condimenti pronti all’uso!!!

Tra i rimedi naturali spiccano alcuni esempi che possono aiutare a dominare i sintomi più fastidiosi, il rossore ed il prurito prima di tutto, occorrono rimedi che siano in grado di promuovere l’attività antiossidante, che possano avere azione riepitelizzante che abbiano azione antinfiammatoria ed emolliente!!! Quindi avremo l’Aloe vera (in gel) che ha azione riepitelizzante ed agisce anche riducendo la perdita d’acqua da parte della pelle (grazie agli acidi organici in essa contenuti che trattengono l’acqua presente sulla pelle evitando la disidratazione quindi più che un idratante, l’Aloe, è un emolliente); olio derivane dai semi di pompelmo; olio di jojoba; burro di karitè; impacchi di camomilla; olio di calendula…insomma tutto quello che abbia un’azione idratante/emolliente/antinfiammatoria può essere indubbiamente utile!!!

Tra tutti i rimedi cutanei il mio preferito è sicuramente il burro di karité di cui potete leggere qualcosa in più inserendo nella ricerca burro di karité e non da meno l’Aloe Vera che potete approfondire seguendo, invece, inserendo nella ricerca Aloe vera!!!

Inoltre molte sono le terapie naturali che sono approcciate da diverse medicine complementari come l’omeopatia, la floriterapia, la fitoterapia, l’agopuntura!!! La scelta di una o dell’altra è puramente personale così come la volontà stessa a cambiare, almeno in parte, il proprio stile di vita e…ultimi consigli: bagni di sole migliorano la psoriasi, a patto che si usi adeguata protezione e di evitino esposizioni prolungate e, da un punto di vista emotivo, cercare di aprirsi di più agli altri e dare di più, cercando di non tenere tutto sotto quella preziosa scorza che è la nostra pelle!!!!

Ricordate: non sono un medico: mi informo, leggo e divulgo e…molti dei prodotti descritti li trovate nel mio negozio!!!

(fonti: tantissime tra cui http://www.mypersonal-trainer.it ehttp://www.cure-naturali.it)

OLIO DI SEMI DI CANAPA SATIVA

Oggi parliamo di uno stupefacente aiuto che, come al solito, Madre Natura ci offre!!!! Olio di semi di Canapa, è dei semi di Canapa sativa che parliamo, non dei fiori!!!!

I semi di canapa ne contengono una percentuale vicina al 30% e viene estratto in due modi: per spremitura a freddo (quella largamente utilizzata nell’industria alimentare e cosmetica e che ne garantisce la conservazione anche per lungo periodo) e con solventi, può essere raffinato ma in questo modo per parte dei suoi principeschi nutrienti e anche parte del caratteristico colore verde intenso!!!!

Il suo impiego è svariatissimo compreso come bio-combustile e solvente per le vernici, ma quello che a noi interessa maggiormente è il suo impiego come alimento oppure come olio cosmetico!!!!

Un dato importante è il rapporto degli acidi grassi Omega 3 e Omega 6 pari a 3:1 e proprio per questo (insieme a olio di lino e pesce) è un importantissima fonte di acido alfa linolieico (principale esponente della famiglia degli Omega 3). Il suo rapporto tra i due acidi grassi è l’ideale per il nostro organismo anche se, gli studi attuali, mostrano una tendenza ad alimentarsi con cibi (condimenti in particolare) che ne contengono rapporti assai differenti in cui il rapporto è nettamente spostato verso gli Omega 6 (per es nell’olio di oliva: 9:1 arlando di uno tra i più utilizzati, salutari e conosciuti) ed ecco anche perché l’insorgenza di non poche patologie a componente infiammatoria, infatti un’alimentazione troppo spostata verso l’introduzione di acidi grassi Omega 6 porta, oltre che a patologie quali asma, dermatiti, artrite reumatoide etc, anche ad aumentare il rischio cardiovascolare e la carenza degli omega3 è stata anche valutata in funzione ai problemi di dismenorrea in modo particolare ai dolori mestruali.

Il suo impiego alimentare è molto vario da semplice integratore a condimento per insalate, per la frittura non è proprio il top dal momento che ha un punto di fumo molto basso, quindi il consumo “crudo” resta da preferirsi anche perché il suo sapore è molto gradevole, ricorda un po’ quello delle nocciole!!!

Le indicazioni che seguono mi portano a ricordarvi che non sono un medico, ma che mi piace informarmi e riportare quanto leggo e spilucchio in qua e in la’!!!

Viene usato e consigliato spesso per problemucci legati al colesterolo “cattivo” (LDL) in eccesso perché ne fa velocemente abbassare i livelli (sono consigliati normalmente 4/5 cucchiaini al giorno), per prevenzione e trattamento dell’arteriosclerosi perché mantiene le pareti dei vasi più elastiche ed evita l’accumulo di grasso nelle arterie, viene altresì impiegato con successo in malattie infiammatorie sia in prevenzione che nel trattamento: artrosi, artride remautoide, colite ulcerativa, infezione cronica della vescica, colon irritabile e malattia di Crohn!!! Inoltre viene impiegato per sindrome mestruale e menopausa, per l’osteoporosi, per curare problemi di apprendimento, deficit della memoria, difficoltà di concentrazione, depressione e depressione post-partum, per le affezioni delle vie respiratorie anche su base asmatica!!!

Ed eccoci all’impiego cutaneo che non esclude però anche l’assunzione dell’olio stesso!!! Infatti l’olio di canapa, grazie alla sua potente azione antinfiammatoria viene molto usato per: psoriasi, vitiligine, eczemi, micosi ed onicomicosi, allergie, dermatiti secche, può migliorare l’acne!!!

In campo cosmetico, per completare, all’olio di semi di canapa è stato dato il nome INCI: CANNABIS SATIVA SEED OIL e, sempre in campo cosmetico, sono utilizzati anche i suoi derivati come: cannabis sativa seed oil glycereth-8 esters, cannabis sativa seed oil peg-8 esters, hydrogenated hemp seed oil, poly(dimer hempseed oil)

Può essere utilizzato anche nella saponificazione, formando, con il potassio un sapone molto morbido e cremoso grazie all’alta concentrazione di grassi polinsaturi e come sapone svolge un’azione antinfiammatoria e antiproliferativa!!!

Suggerimento: per evitare l’ossidazione e l’irrancidimento è importantissimo scegliere olio di canapa ottenuto per spremitura a freddo e conservati in bottiglie di vetro scure e conservate, ben chiuse, lontane da fonti di luce e calore e soprattutto…dopo l’apertura è meglio conservarlo in frigorifero!!!!

Mi auguro che sia stato di vostro interesse questo articoletto…l’olio di semi di canapa, come la pianta della Canapa sativa in toto, rappresenta una ricchezza infinita che spero tanto riprenderà presto a popolare le nostre campagne!!!!

Alla prossima

ps ieri con la farina di canapa ho preparato pane e focaccia

(Fonti: wikipedia.org, my-personaltrainer.it)

OLIO DI COCCO

Ormai non c’è quasi alcun prodotto eco/bio che non rechi in INCI la presenza di Olio di cocco che stranamente pur essendo olio si trova in forma solida!!! Sì…tipo burro di karitè J, si scioglie intorno ai 24/25 °C e non va conservato in frigorifero!!!

L’olio di cocco è un olio vegetale ottenuto dalla polpa essiccata, che viene detta copra, della noce di cocco.

Il suo alto contenuto in acidi grassi saturi (il 90%) come i grassi animali, ne rende utilissimo, gustoso e piacevole anche l’utilizzo in cucina (argomento che non approfondirò date le notevoli ipotesi divergenti sul che sia più o meno salutare) anche perché non essendo un grasso animale non contiene colesterolo, basse percentuali di acido stearico e alte di acido laurico (un grasso saturo che eleva i livelli di colesterolo nel sangue, aumentando la quantità di lipoproteine ad alta densità (HDL o “colesterolo buono” ) e lipoproteine a bassa densità (LDL), con maggior aumento in HDL, inoltre Il nostro organismo converte l’acido laurico in monolaurin, un monogliceride capace di distruggere i virus lipido rivestiti come HIV, herpes, influenza, morbillo, batteri gram-negativi e protozoi come la Giardia lamblia. Questa è una delle maggiori qualità che rendono l’olio di cocco così utile in medicina, sia nell’uso esterno che in quello interno.!!! Tra i grassi vegetali è quello con minor quantità di acido oleico (tipico dell’olio di oliva)!!!

Essendo molto resistente alle alte temperature, si ossida lentamente e quindi irrancidisce con difficoltà, viene usato in cucina anche per la frittura e per la preparazione di dolci.

Possiamo trovare diverse tipologie/versioni dell’olio di cocco ma le principali sono due:

  • olio di cocco puro che non ha subito alcun tipo di intervento artificiale di raffinazione (pastorizzazione, idrogenazione o altro), mantiene il caratteristico odore e sapore, e che è più adatto all’uso cosmetico o all’uso medicale.
  • olio di cocco raffinato anche questo viene ottenuto dalla polpa della noce di cocco essiccata e trattata con determinati procedimenti industriali, che gli fanno perdere odore e colore e alcuni componenti come proteine, ma non gli acidi grassi (quindi non perde le proprietà antivirali). Non avrà il gusto e il profumo originale del cocco e in sostanza mantiene solo parzialmente le sue proprietà a cambio di un più lungo periodo di conservazione.

 

Come anticipato ha proprietà antivirali, antibatteriche, antifungine e antimicrobiche. In particolare, l’acido laurico sembrerebbe essere efficace contro malattie come herpes, influenza, citomegalovirus, gonorrea e contro la candida.

Ma veniamo alle applicazioni esterne!!!!

Come applicazione esterna ha manifestato efficacia contro alcuni problemi come acne, eczemi, rosacea, cheratosi e anche psoriasi, come già detto, protegge da attacchi batterici e funghi e crea una barriera all’assorbimento di sostanze chimiche tossiche. E’ ricco di vitamina E e applicato sulla pelle del corpo dopo bagno o doccia la rende estremamente morbida, inoltre va molto bene anche per idratare e proteggere la mani.

In cosmetica viene utilizzato per la bellezza dei capelli e della pelle di viso e corpo. Sui capelli si applica direttamente dopo aver fatto sciogliere la quantità necessaria con un po’ di calore rende i capelli splendenti, setosi e ne facilita la crescita, fornisce nutrimento ai capelli danneggiati, li protegge dagli agenti esterni ed è efficace contro la forfora!!!

Per la pelle, del viso e del corpo, ha effetti idratanti, antirughe, antinvecchiamento, inoltre rientra in prodotti specifici per il trattamento di eczemi, dermatiti e anche della psoriasi.

Poiché facilita l’assorbimento di calcio e magnesio da parte dell’organismo, l’olio di cocco fa bene alle ossa e anche ai denti, addirittura impedisce la carie dentaria infatti sarebbe un utilissimo dentifricio magari con l’aggiunta di un pochino di bicarbonato!!!

OLI ESSENZIALI?!? TEA TREE OIL…IL RE DEGLI OLI ESSENZIALI

E Già!!! E’ proprio il re degli oli essenziali e merita questa pull position grazie ai moltissimi impieghi che ci regala!!!!

L’olio essenziale di Tea Tree, viene estratto dall’albero di Melaleuca Alternifolia originario dell’Australia dove a tutt’oggi, in alcune zone viene effettuata la raccolta spontanea delle foglie, che subiranno poi un processo di distillazione mediante l’impiego di vapore acqueo.

Il Tea Tree oil ha un odore molto persistente, simile a quello della canfora e viene impiegato normalmente nella cosmesi e nella detergenza della casa ed ha proprietà antibatteriche, cicatrizzanti, antimicotiche e antiodoranti e tutte queste caratteristiche lo rendono una delle sostanze più complete che la Natura possa offrirci!!!

Come tutti gli oli essenziali, puro è molto concentrato, si raccomanda pertanto di diluirlo sempre prima di applicarlo sulla cute e assolutamente ne va evitata l’assunzione per bocca se non per semplici risciacqui o gargarismi e va tenuto scrupolosamente lontano dai bambini!!!

Vediamo tutti gli impieghi possibili in forma “terapeutica”:

  1. come antisettico in caso di piccole ferite. Applicatelo sulle zone interessate con un batuffolo di cotone dopo averne diluite due o tre gocce in olio vegetale per esempio jojoba oppure mandorle dolci.
  2. In caso di acne oppure foruncoletti infiammati, si può utilizzare il tea tree applicandone una goccia, meglio se diluita, direttamente sull’imperfezione.
  3. Il suo impiego viene sempre più di frequente consigliato in caso di candida, per esempio poche gocce in una lavanda vaginale.
  4. Per combattere la forfora oppure per dermatite seborroica, si possono diluire dieci gocce di tea tree oil in un flacone di shampoo (senza profumo e a base di tensioattivi vegetali).
  5. Il tea tree oil può essere usato anche per combatte efficacemente i cattivi odori causati dalla sudorazione ecco quindi che ci si può “autoprodurre” il deodorante miscelando il tea tree oil con del bicarbonato (50g di bicarbonato e 8 gocce di tea tree oil, conservare in un barattolino possibilmente di vetro e ben chiuso).
  6. Può essere impiegato come antifungino nelle classiche patologie che colpiscono i piedi di chi pratica sport come il nuoto e frequenta spesso piscine o palestre (onicomicosi).

Altri impieghi…in casa e in viaggio:

  1. Per combattere la muffa (sperimentato…è fantastico!!!), in un contenitore spray versate un litro d’acqua ed aggiungetevi mezzo bicchiere d’aceto e 15 gocce di tea tree. Spruzzate sulle zone interessate e lasciate agire il più a lungo possibile.
  2. Lo stesso spray può essere utilizzato come prodotto multiuso per la pulizia degli specchi e per la disinfezione dei sanitari.
  3. Per la pulizia dei pavimenti si possono unire 15 gocce di tea tree oil e 15 gocce di olio essenziale di eucalipto a mezzo bicchiere di bicarbonato in un secchio d’acqua,
  4. Una confezione di tea tree sempre con noi in viaggio nel caso ci sia la necessità di un prodotto disinfettante in questo caso applicarne alcune gocce su di un fazzoletto umido vi aiuterà a pulire dove necessario.
  5. Una goccia pura o diluita sulle punture di insetti per fare in modo che il prurito si calmi più rapidamente.
  6. Aggiungetene una decina di gocce al bucato per potenziare l’azione del vostro detersivo, soprattutto se usate i pannolini lavabili per i vostri bimbi
  7. Possiamo addirittura creare una pasta pulente per i fornelli o per i punti difficili del bagno unendo quattro cucchiai di bicarbonato con cinque gocce di tea tree oil e acqua quanto basta per ottenere una consistenza cremosa.

Ecco tanti, ma non tutti, degli svariati impieghi del tea tree oil…in casa mia non manca mai!!!!